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Analisi del romanzo di Italo Svevo "Senilità".(5 pagine, formato word)


Autore: Averardo Bandaccari

  • nome: Luca
  • città: Larciano
  • età: 25
  • numero appunti: 45

Documento:

  • pagine: 1
  • inserito: 2001-02-19
  • formato: doc
  • KByte: 10 (zip)

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Anteprima Untitled SENILITÀ AUTORE Cenni biografici, formazione culturale, motivi che lo spingono a scrivere, visione dell'uomo e del mondo, contesto storico politico e letterario Italo Svevo nacque a Trieste nel 1861, da padre tedesco, israelita, figlio di un'italiana, che sposò anch'egli un'italiana, la madre dell'autore. Lo pseudonimo (infatti il suo vero nome era Ettore Schmitz) non stava ad indicare questa sua origine - il padre e il nonno si sentivano triestini -, ma la volontà di unire la cultura tedesca a quella italiana. Al ritorno dalla Germania, dove era stato inviato per studiare, divenne impiegato di banca; nel frattempo maturava una vocazione letteraria che lo spingeva a leggere autori italiani quali Machiavelli e Boccaccio, dal momento in cui l'essere italiano era la tradizione di civiltà e di cultura, oltre che di lingua. Ma Trieste (che apparteneva all'Impero Austro - Ungarico) era un crocevia di popoli, dalle culture più varie e questo sta ad indicare che la formazione di Svevo non venne solo dallo studio della letteratura francese e inglese, ma anche dalla letteratura russa e tedesca. Uno dei pochi dati letterati che conosciamo dello scrittore è l'amicizia con Joyce, che conobbe ed ospitò a Trieste ed al quale dedicò un dramma, Exiles. Svevo è, rispetto alla cultura italiana, decisamente ai margini e per lui la lingua stessa è una conquista di studio ed applicazione: legge qualche classico italiano, i naturalisti francesi, conosce bene il tedesco; è, insomma, del tutto estraneo alla letteratura italiana di fine 1800. Il primo romanzo che scrive è “Una vita” (Trieste 1892), che contiene gia tutti i dati fondamentali della sua grandezza di narratore, sia pure ancora con qualche difetto: la rappresentazione dell'uomo in crisi, incapace di azione, di scelta, continuamente oscillante tra ambizioni e disperazione, sogni eroici e miseria quotidiana; insomma una “specie” di perdente. Quando pubblica a Trieste, nel 1898, il suo secondo roman...

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