Storia della città di Pompei: descrizione dell'architettura e del contesto sociale, politico e culturale. (documento doc 5 pagg.)
- nome: Fabio
- città: Reggio Emilia
- età: 25
- numero appunti: 370
Documento:
- pagine: 1
- inserito: 2000-07-11
- formato: doc
- KByte: 13 (zip)
Scarica l'appuntoAnteprima
L'Europa dopo il 1848 Pompei Alla fine del Seicento, in un luogo chiamato semplicemente “Civita”, tra campi e poche case contadine alle pendici del Vesuvio, vennero alla luce, casualmente, alcuni frammenti di intonaco dipinto e qualche lastra di marmo. Nessuno poteva immaginare allora che, da lì a pochi anni, sarebbe risorta un'intera città romana, Pompei, di cui si era perso il nome e la memoria, sepolta sotto le ceneri in seguito ad una terribile esplosione del vulcano, in un lontano giorno d'estate dell'anno 79 dopo Cristo. Grande fu lo stupore e la meraviglia quando, nel Settecento, i pionieri dell'archeologia scoprirono le prime case. Dalla terra lavica emersero colonne e templi, statue e tesori, arredi di rara bellezza e splendide pitture e mosaici: era iniziato un fantastico viaggio indietro nel tempo. Doveva essere un caldo giorno d'estate come tanti altri a Pompei - una città vivace e trafficata ai piedi del Vesuvio, punto nevralgico del commercio di prodotti campani e di un ricco artigianato - quando la violenta esplosione del vulcano seppellì città, uomini e campagne sotto un fiume di lava, lapilli e cenere. Era il 24 agosto dell'anno 79 d.C.: a Pompei il tempo si è fermato. L'eruzione sorprese i cittadini nelle loro attività quotidiane: i commercianti nelle botteghe, i contadini e gli schiavi al lavoro, le ricche famiglie nell'ozio delle loro ville, i bambini in braccio alle madri, i cani legati alla catena. Le vittime furono più di duemila: afferrati i tesori di famiglia, molte persone rimasero bloccate dalla lava, altri morirono asfissiati dai vapori velenosi, le strade erano intasate dalla gente in preda al panico e l'unica via di scampo, il mare, ribolliva di fuoco, alzando una cortina di onde gigantesche. Pompei fu coperta da una fitta pioggia di lapilli, il paesaggio soffocato da un folto strato di cenere. Ci vorranno diciassette secoli per risvegliare dal “sonno” la città. Le case pompeiane avevano tipologie diverse a seco...
Appunti correlati: