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Analisi filosofia di Hegel con relative critiche di Popper e Marcuse


Autore: Elisa Bagnato

  • nome: Savio
  • città: Napoli
  • età: 20
  • numero appunti: 11

Documento:

  • pagine: 8
  • inserito: 2005-06-27
  • formato: doc
  • KByte: 17 (zip)

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Anteprima Hegel HEGEL Hegel nasce a Stoccarda nel 1770, studia a Tubinga, si entusiasma per la Rivoluzione Francese e rimane affascinato alla vista di Napoleone. E' professore a Jena e poi a Berlino, dove insegnerà fino alla morte. Hegel è versato nelle più diverse discipline; pubblica nel 1807 la Fenomenologia dello spirito, nel 1817 esce l'Enciclopedia delle scienze filosofiche in compendio, una sorta di riassunto di tutto il suo pensiero e nel 1821 i Lineamenti di filosofia del diritto. Per Hegel ciò che si vede nella realtà come contingente, accidentale (l'errore) non è vera realtà ma è il possibile e cioè può essere non può essere, solo l'essenziale è realtà in atto o realtà affettiva, esiste realmente. L'accidentale è un problema oscuro, irrisolto, perché quando esiste fa parte della realtà. Nella vita ordinaria si chiamano a casaccio realtà ogni capriccio, l'errore, il male e ciò che è su questa linea, come pure qualsiasi difettiva e capricciosa esistenza; ma una esistenza accidentale non merita l'enfatico nome di reale, l'accidentale è un possibile, che può non essere allo stesso modo che è, ma la realtà va distinta non solo dall'accidentale, che pure ha esistenza, ma altresì dall'essere determinato dall'esistenza e da altri concetti. IL DIVENIRE E LA SOCIETA' Fin dall'antichità i filosofi si sono posti un problema, cioè quello di un'interpretazione razionale del divenire: Il cielo all'alba ha un colore turchese, che durante il giorno diventa quasi bianco e a sera si trasforma in blu scuro o nero. Questo processo può essere descritto come un cambiamento. Dicendo “il cielo nel corso della giornata ha cambiato colore” abbiamo una prima interpretazione razionale del divenire. Quando qualcosa cambia non è più la stessa cosa, il cielo è sempre lì ma non è più lo stesso cielo. Ogni cambiamento comporta un passaggio da contrario a contrario (cfr. Aristotele); il cielo, ad esempio, passa dal turchese dell'alba al non turchese del mezzogiorno e così via.Il settece...

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