Didone
di eroi, regine, tesori, e amori perduti
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Materia: storia
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Tipologia: superiori
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Categoria: altro
- Città: Cuorgnè
- Anno corso: 4
- Docente: Prota
- Tipo: Liceo Scientifico
- Scuola: A. MORO
- Città: RIVAROLO CANAVESE
- nome: Federica
- città: valperga
- età: 17
- numero appunti: 12
Documento:
- pagine: 2
- inserito: 2007-03-28
- formato: doc
- KByte: 36 (zip)
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Secondo il poeta Virgilio, Didone, regina di Cartagine, era di una bellezza trionfante e superiore nell’incedere a tutte le dee, una donna di potere, fondatrice di una città che avrebbe per secoli conteso a Roma il primato, una città che i greci hanno odiato e combattuto e i romani cancellata infine dalla faccia della terra. Didone è per lui sempre la "pulcherrima" donna bionda, alla quale Zeus ha concesso la grazia di fondare una nuova Tiro e domare col diritto e la legge popoli alteri. Soccombe per amore, abbandonata geme, scaglia maledizioni, recrimina; da Enae avrebbe voluto un bambino, per vederlo giocare nelle stanze del palazzo, così non sarebbe stata tanto delusa. Forse se quel bambino fosse stato concepito, avrebbe non soltanto lenito le pene della regina, ma cambiato il corso della storia, perché Cartagine e Roma sarebbero state non nemiche, ma sorelle.
Ma Didone, in fin dei conti, chi era? Siano leggenda o storia, le avventure di Elissa, nome reale di Didone, si situano intorno al IX secolo. A Tiro, morto il re Matten, gli succedettero sul trono i due figli, Pigmaglione ed Elissa, la quale aveva sposato lo zio materno Aharba. Ma Pigmaglione, poco disposto a dividere il potere con la sorella e geloso delle immense ricchezze accumulate dallo zio nonché cognato Aharba, lo fa uccidere....
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