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Canto I VV. 1-136

  • Materia: italiano
  • Tipologia: superiori
  • Categoria: appunti
  • Città: agrigento
  • Tipo: ITI/ITIS
  • Scuola: galilei
  • Città: agrigento

Autore: Ave Banchero

  • nome: Francesco
  • città: napoli
  • età: 30
  • numero appunti: 1

Documento:

  • pagine: 2
  • inserito: 2006-01-26
  • formato: doc
  • KByte: 6 (zip)

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Anteprima INFERNO CANTO I VV. 1-136 Giunto all'età di 35 anni Mi ritrovai nel peccato Poiché avevo smarrito la retta via. È doloroso descrivere come fosse Questa selva selvaggia, aspra e forte Che incute spavento solo ricordandola. È così doloroso parlare di questa selva che farlo è quasi come affrontare la morte Ma per parlavi del bene (tra cui Virgilio) che trovai uscito da essa Narrerò delle fiere che vidi. Non ricordo come vi entrai Tanto mi ero lasciato andare al peccato Quando abbandonai la retta via. Ma dopo essere giunto ai piedi di un colle Laddove terminava quella vallata Che mi aveva riempito il cuore di paura Guardai in alto e vidi quel colle Illuminato da dietro dal sole Che conduce ognuno verso la retta via. Allora la mia paura si acquietò un poco Che aveva pervaso il mio cuore Tutta quella notte che passai nell'affanno. E come quelli che con respiro affannato Escono dall'acqua e si distendono sulla riva Volgono lo sguardo all'acqua splendente e calma Così il mio animo, che era ancora teso Si voltò per guardare il cammino percorso Che mai nessun vivente superò Dopo aver riposato un po' le stanche membra Ripresi il cammino lungo il pendio solitario (del colle) Così che il piede su cui appoggiavo era il più basso (era in salita) Ma ecco, quasi al cominciar della salita Una lonza (leopardo o pantera) magra e molto veloce Coperta di pelo maculato E mi si pose davanti Impedendomi di proseguire il cammino Che più volte pensai di tornare nella selva. Era l'alba E il sole sorgeva con quelle stelle (dell'Ariete) Con cui era sorto quando Dio Aveva creato il mondo; e così l'ora e la stagione di buon influsso me facevano sperare di poter vincere quella fiera dalla pelle screziata. Ma una nouva paura suscitò in me La vista di un leone. Sembrava che il leone mi venisse incontro Con la testa alta e una fame rabbiosa Così che sembrava che pure l'aria lo temesse. E anche una lupa che per la magrezza Sembrava carica di tutte le avidità Che già avevano aflitto numerose persone. Q...

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