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Le opere maggiori di Ariosto -con una descrizione dei capitoli più importanti dell'Orlando Furioso-. (file .doc, 10 pag)


Autore: Lieto Beluci

  • nome: mattia
  • città:
  • età: 17
  • numero appunti: 2

Documento:

  • pagine: 1
  • inserito: 2001-03-22
  • formato: doc
  • KByte: 15 (zip)

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Anteprima Italiano Italiano Ariosto Ariosto è lo scrittore più rappresentativo del Rinascimento italiano. Anche biograficamente è diverso dai precedenti poeti: la vita di Ariosto appare comune, lontana dalle vicende politiche di Dante e dalla ricerca interiore di Petrarca. Il suo destino è segnato dalla morte del padre che lo costringe ad occuparsi dei 9 fratelli. Lo stesso poeta sminuisce la sua vita non oggetto di universalizzazione come in precedenza. Persino l'impegno in Garfagnana non viene esaltato ma anzi ricondotto alla quotidianità: alla nostalgia, alle noie, allo scarso prestigio. La novità ariostesca riguarda la concezione dell'artista e della letteratura. La crisi dell'intellettuale è un fatto assodato. Ariosto riprende la visione laica di Boccaccio, la consapevolezza della relatività dei valori per cui l'unico primato della scrittura è quello di poter descrivere questa relatività. Respinge il modello di intellettuale-cortigiano di Bembo e Boiardo. L'aspirazione a una vita di studi e di rapporti umani sinceri esige un'autenticità che si scontra con la situazione marginale del letterato nelle corti a quei tempi. La scrittura non attribuisce più valori ma serve come arma di difesa e d'attacco , per mettere ordine nei processi complessi della realtà. Comunque i valori che porta sono sottoposti alla relatività da cui nascono l'ironia e il distacco. Il pubblico è quello delle corti e la borghesia rinascimentale. La vita Ludovico nasce l'8 settembre 1474 a Reggio Emilia un secolo dopo la morte di Petrarca. Il padre lavora per Ercole I a Reggio poi dopo molti spostamenti si fermano a Ferrara per incarichi politici del padre. Dopo i precettori il padre lo indirizza agli studi giuridici. Nel 1494 viene affidato al frate agostiniano Gregorio Elladio col quale coltiva gli studi umanistici. Si inserisce nel mondo culturale di Ferrara e suo amico è Bembo. Inizia la produzione lirica volgare e continua le imitazioni latine di Orazio e Tibullo. Dal 1497 è accolto a corte dagli ...

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