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La sua vita, i sogni, le speranze e tutte le sue vittorie e sconfitte.

  • Materia: storia
  • Tipologia: superiori
  • Categoria: riassunto
  • Città: Macerata
  • Anno corso: 2
  • Docente: Cingolani Maurizio
  • Tipo: Liceo Classico
  • Scuola: G. Leopardi
  • Città: Macerata

Autore: Lieto Beltrano

  • nome: Silvia
  • città: Macerata
  • età: 16
  • numero appunti: 1

Documento:

  • pagine: 4
  • inserito: 2006-12-22
  • formato: doc
  • KByte: 9 (zip)

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Anteprima Annibale, è forse il più grande genio militare di tutti i tempi, ke sempre ricordiamo e ke perfino nominiamo ancora ai giorni nostri…Di lui ce hanno lasciato memoria i due scrittori Polibio e Livio e pochi altri di minore notorietà e rilievo ANNIBALE Annibale è forse il più grande genio militare di tutti i tempi, ke sempre ricordiamo e ke perfino nominiamo ancora ai giorni nostri…Di lui ce ne hanno lasciato memoria i due scrittori Polibio e Livio e pochi altri di minore notorietà e rilievo. Quando apparve nella storia, Cartagine, la sua città natale, era una potenza sconfitta, umiliata e costretta ad accettare durissime condizioni di pace imposte da guerre precedenti. Siamo circa nel 240 a.c. e a Cartagine tra i due partiti principali trionfava quello di coloro che non volevano la guerra, ma piuttosto dedicarsi ad altre attività di cui erano amanti e maestri: come ad esempio, le attività marittime e il commercio. Annibale già da piccolo si identificava nel padre Amilcare che fino ad allora era stato l'unico condottiero a non essersi mai piegato davanti ai Romani, come lui il figlio era dotato di una rapidità nelle decisioni, di una “silenziosa freddezza”, e di un temperamento vivace e orgoglioso; anche nei caratteri fisici, di cui ce ne parla Livio, c'è un certa somiglianza tra i due: la fronte, il taglio delle sopracciglia, il naso, il mento e soprattutto il senso di forza e energia che si sprigionavano dalla figura del padre e che si trasferirono poi in quella del figlio. Ciò che maggiormente influenzò Annibale in tutta la sua vita e in tutte le sue battaglie fu l'odio per Roma, fin da piccolo, un sentimento troppo profondo nel suo animo che nessuno avrebbe potuto cancellare, anch'esso trasmessogli dal padre. Addirittura a soli 9 anni fece con il padre un giuramento che recitava così:«Odierò i Romani come essi mi odieranno», che mai si dimenticò. Partì con il padre alla volta di Gabes in Spagna, dove a 26 anni divenne capo dell'esercito;...

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