Biografia, etica, logica, ragione e fede. (2 pg - formato word)
- nome: Davide
- città: Saluzzo
- età: 23
- numero appunti: 30
Documento:
- inserito: 2001-12-13
- formato: doc
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ABELARDO ABELARDO Biografia filosofo e teologo francese (Palais 1079-Châlon-sur-Saône 1142). Discepolo di Roscellino e di Guglielmo di Champeaux, dalle cui posizioni ben presto dissentì, studiò poi teologia sotto la direzione di Anselmo di Laon, manifestando anche in questa occasione un temperamento ardente di polemista e di dialettico eccezionale. A Parigi nel 1113, non avendo ottenuto gli ordini sacri, ebbe un canonicato e la cattedra alla scuola di teologia di Notre-Dame. Affascinante e famoso maestro, intrecciò con Eloisa, fanciulla di eccezionali qualità, una memorabile relazione amorosa (sono purtroppo perduti al riguardo i componimenti poetici di A. che si suppone abbiano influito sull'arte trovadorica), che ebbe tragica conclusione per opera del canonico Fulberto, zio di Eloisa: costui infatti, nemico personale di A., lo fece evirare. Ritiratosi allora a Saint-Denis, scrisse le sue opere più importanti, mantenendo nel dibattito teologico e filosofico del suo tempo una coerenza e un rigore pari all'altezza del suo ingegno. Di conseguenza non accettò la condanna del Concilio di Soissons (1121) né quella del Concilio di Sens (1141) nel quale ebbe come diretto avversario San Bernardo. Il suo pensiero ebbe profonda influenza sulla posteriore filosofia medievale e principalmente su Giovanni di Salisbury e Pietro Ispano. Il metodo della quaestio da A. riformulato e originalmente impiegato nell'opera Sic et non si integrò nella tecnica espositiva della Scolastica. Opere principali: Dialectica(1121), Sic et non(1121), Theologia(1123), Scito te ipsum(1129). Importanti per la sua biografia sono la Historia calamitatum(1136) e le bellissime lettere scambiate con Eloisa. Etica La morale di A. insiste precipuamente sull'intenzione: sia il vizio, come inclinazione a compiere cose illecite, sia la mera azione esterna non hanno in sé rilevanza morale, perché il peccato non consiste nel fare un'azione da cui bisogna astenersi, ma nell'acconsentire a tale azione. La moralità ...
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